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Alimentazione e tumori

Legami tra alimentazione e cancro

Il cancro è una patologia multifattoriale, cioè dipende da più fattori che contribuiscono alla sua insorgenza: cause genetiche, stili di vita, suscettibilità individuale…

È difficile quindi stabilire delle linee guida da adottare per la prevenzione ad ogni suo livello, tanto è vero che non si parla mai di fattori causali certi quanto più di fattori di rischio, ossia condizioni che solo potenzialmente potrebbero promuovere l’insorgenza di un tumore. Seppure siano sempre più forti le evidenze del contributo dell’alimentazione sullo stato di salute, è impossibile stilare una dieta anticancro valida per tutti.

Questa maggiore consapevolezza ha spinto ad indagare l’effetto di alcuni alimenti sulla comparsa o sulla prevenzione dei tumori.

 

ALIMENTI DI ORIGINE ANIMALE

Una delle raccomandazioni del Word Cancer Research Fund riguarda il consumo di carni rosse e carni conservate: si consiglia infatti di non assumere più di 500 g a settimana di prodotti bovini, suini ed ovini. Le correlazioni tra questi alimenti e cancro risulta piuttosto convincente soprattutto per il tumore del colon-retto. È inoltre preferibile evitare ogni tipo di carni conservate dal momento che nel processo produttivo sono spesso utilizzati degli agenti potenzialmente cancerogeni.

Non ci sono evidenze convincenti riguardanti le correlazioni tra insorgenza di cancro e consumo di pollame. Allo stesso modo non esistono le basi per consigliare di non assumere uova ai fini della prevenzione del tumore.

Quanto al pesce, numerosi studi hanno evidenziato che le popolazioni con un consumo più alto di pesce, specie quello pescato in acque fredde, hanno un minore tasso di incidenza di tumori. Ciò si deve al loro contenuto di omega-3, in grado di ridurre la crescita delle cellule tumorali in vitro.

Di difficile interpretazione i risultati riguardanti latte vaccino, formaggi ed altri prodotti caseari. Per alcuni tumori, come quello del colon-retto e del seno questi alimenti potrebbero avere un ruolo protettivo, probabilmente legato alla vitamina D ed al calcio. Il WCFR non si è mai pronunciato né nello scoraggiare né nel promuovere il consumo di latticini.

In generale, vale il consiglio di non esagerare con alimenti di origine animale, specialmente quelli ricchi di grassi, dal momento che predispongono ad eccesso di peso, patologie metaboliche e cardiovascolari che possono costituire delle condizioni a rischio.

 

ALIMENTI DI ORIGINE VEGETALE 

La dieta “plant-based”, che predilige cioè il consumo di alimenti di origine vegetale, sembra essere protettiva per molti tipi di tumore, tra cui quelli del tubo digerente e del seno.

Frutta, verdura e cereali sono alimenti ricchi di fibre che hanno azioni protettive verso la genesi e lo sviluppo delle cellule neoplastiche. Infatti una maggiore rapidità nei tempi di transito intestinale può ridurre il tempo di contatto tra eventuali agenti cancerogeni e sistema digerente. Inoltre questi cibi hanno una bassa densità energetica, sono ricchi di vitamine e di composti dall’attività antiossidante e potenzialmente antitumorale.

È stato evidenziato che diete povere di vitamina B6 e di folati possono aumentare il rischio di cancro del colon-retto, mentre alimenti ricchi di vitamina C e carotenoidi possono avere effetti protettivi sul polmone.

Non tutti i vegetali sono uguali, per alcuni gli effetti positivi sono maggiormente accertati. Le crucifere contengono molecole antitumorali, che però vengono distrutte durante la cottura prolungata in acqua. Ortaggi ricchi di carotenoidi come carote, patate dolci, zucche, albicocche, pomodori e rape hanno effetti comprovati nell’inibire le cellule neoplastiche.

                                                                                           Redatto da Progeo s.r.l.

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