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La cucina macrobiotica

L'alimentazione nella filosofia macrobiotica

La macrobiotica può essere considerata una forma di conoscenza ed interpretazione della realtà, un modo di vivere e di ricercare un rapporto più vicino con la natura.

Riprendendo le parole di George Ohsawa, a cui si deve la sua diffusione in Occidente, la macrobiotica è “la pratica di una concezione dialettica dell’universo, antica di 5000 anni e che mostra la via della felicità attraverso la salute” (Ohsawa G., Lo Zen Macrobiotico o l’arte del ringiovanimento e della longevità).

L’alimentazione riprende un concetto base della filosofia macrobiotica, cioè la divisione della natura e del mondo in due forze, lo Yin e lo Yang, che si oppongono ed al tempo stesso si completano. Il primo è espansione, calma, freddo, il secondo è contrazione, luce e calore. Anche gli alimenti si dividono secondo tale logica e la composizione del pasto è un’attenta ricerca di equilibrio quantitativo e qualitativo dello Yin e dello Yang. Questa combinazione unificante ed armonica permette di raggiungere l’equilibrio nell’organismo.

Nell’ottica macrobiotica, la salute è perseguibile attraverso uno stile di vita naturale che preveda il consumo di alimenti integrali, non trattati, meno manipolati possibile, privilegiando quelli di produzione locale. Non è un’alimentazione vegetariana, poiché è possibile assumere in quantità moderate pesce bianco, frutti di mare e latticini fermentati come yogurt e kefir, i quali sono ritenuti qualitativamente superiori di altri derivati del latte.

L’apporto proteico deriva anche dai legumi, dagli alimenti a base di soia come tofu o tempeh e dal seitan, prodotto con farina di frumento. È permesso il consumo saltuario di semi e di alcuni tipi di frutta secca.

Una tipica dieta macrobiotica ha la seguente composizione:

  • 50-60% cereali integrali e derivati, soprattutto riso, orzo, avena, segale e frumento integrale;
  • 20-30% verdure biologiche locali e di stagione, sia cotte che crude;
  • 5-10% legumi ed alghe;
  • 5-10% zuppe;
  • 5% condimenti ed alimenti supplementari come pesce, frutta e dessert.

Il consumo di carboidrati complessi è preponderante rispetto a quello di altri nutrienti, come evidenzia la percentuale di cereali integrali che costituiscono la dieta macrobiotica. Questi vengono preferiti non solo per la loro composizione nutrizionale ma anche per la loro natura neutra, né troppo yin, né troppo yang.

Per quanto riguarda le verdure, la filosofia macrobiotica prevede un consumo prioritario di alcuni tipi, come cavoli, broccoli, porri, zucche, carote, ravanelli e rape. Saltuariamente si possono scegliere germogli, sedano, funghi, lattuga, bietole, mentre sono sconsigliati verdure ed ortaggi ritenuti irritanti o acidificanti quali pomodori, spinaci, zucchine, peperoni, patate. Importante è il consumo delle alghe, che sono considerate fra gli alimenti più nutrienti ed alcalinizzanti.

Anche per la frutta fresca è preferibile scegliere frutta di stagione, a produzione locale e quella disidratata. Il consumo dovrebbe essere limitato a non più di tre volte a settimana.

Allo zucchero bianco vengono preferiti i dolcificanti naturali come il malto d’orzo o di riso; per condire è permesso l’utilizzo di sale marino, aceto di riso, salse di soia, il tamari o il miso. Con il sale marino ed i semi di sesamo tostati si prepara il gomasio, apprezzato nella cucina macrobiotica anche per le sue proprietà curative.

Riguardo agli oli vegetali, sono da prediligere quelli di mais e di sesamo, che devono essere non raffinati ed estratti con processi naturali.

Complementare agli alimenti è il consumo di tè e tisane, da preparare con acqua pura o di sorgente.

È importante non solo cosa si mangia ma anche il rispetto dei tempi scanditi dalla natura. La macrobiotica dà indicazioni anche riguardo alla stagionalità: d’estate si mangiano più alimenti yin per passare poi ad un’alimentazione più yang nei mesi invernali.

Al tempo stesso, la macrobiotica indica in maniera dettagliata e precisa anche quali cotture scegliere e preferire per ogni tipologia di alimento. Sono consigliate, in genere, la cottura a pressione, a vapore, la scottatura o la preparazione in padella, che influenzano l’energia dell’alimento e di chi lo consuma

                                                                                          Redatto da Progeo s.r.l.

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