Articoli


La fortificazione alimentare

Caratteristiche e prospettive

Per fortificazione s’intende il processo con cui un alimento subisce deliberatamente un miglioramento della qualità nutrizionale grazie all’aggiunta di uno o più nutrienti.

Viene incrementata la quota di assunzione di un elemento della dieta, riducendo la possibilità di una sua carenza endemica.

La fortificazione alimentare può essere:

  • obbligatoria, se il produttore è tenuto ad aggiungere uno specifico nutriente per legge e senza possibilità di deroga;
  • volontaria, per una scelta produttiva.

Le motivazioni che spingono a questo processo sono diverse, ma sono tese principalmente all’ottimizzazione su larga scala dell’assunzione di un nutriente di cui la dieta può essere carente oppure alla volontà di implementare elementi persi durante la lavorazione dei cibi.

Di qualunque natura essa sia, la fortificazione deve “fornire un beneficio per la salute pubblica con un rischio minimo per la salute” (WHO/FAO, Guidelines on food fortification with micronutrients).

I casi di malnutrizione nei Paesi più industrializzati non sono certo numerosi come in passato, ma non è raro che individui con uno stato nutrizionale apparentemente buono siano carenti di uno o più micronutrienti. Quelli che oggigiorno rimangono critici generalmente sono acido folico, ferro, zinco, iodio, vitamine A e D.

Tra gli sforzi  attuati in passato per ridurre i deficit di elementi importanti, va menzionata l’aggiunta di iodio nel sale, giustificata dalla necessità di ridurre l’incidenza del gozzo, un ingrossamento della tiroide legato ad una disponibilità sub-ottimale di iodio, fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei.

Questa pratica è stata iniziata in Svizzera nel 1922 ed adottata in Italia negli anni settanta, ma l’Associazione Italiana Tiroide denuncia che nel nostro paese le vendite di sale iodato si attestano al 54%, di gran lunga minori del 95% raccomandato dalla WHO.

Un altro progetto da ricordare è la fortificazione di acido folico nelle farine, ad oggi obbligatoria in 54 paesi tra cui Canada, Stati Uniti, gran parte del Sud America ed Australia.

L’acido folico rappresenta un nutriente critico per molteplici ragioni ma diventa fondamentale soprattutto nelle donne in età periconcezionale. Un suo deficit, infatti, può contribuire ad un maggior rischio di difetti congeniti, specie del tubo neurale.

Grazie a queste due azioni, si è registrata una riduzione dell’incidenza dei casi di patologie legate a basse assunzioni di acido folico e iodio, ma ancora devono essere migliorati molti aspetti, tra cui i rischi e le conseguenze di un sovradosaggio ed i reali effetti a lungo termine dell’assunzione di alimenti fortificati.

La fortificazione può essere utile in individui con un aumentato fabbisogno di nutrienti specifici, ma anche in gruppi con rischio di carenza secondario, come gli anziani o chi ha un’alimentazione scorretta. Tale pratica è ampiamente accettata perché non richiede cambiamenti delle abitudini alimentari e non modifica sensibilmente le caratteristiche del prodotto. Inoltre potrebbe avere il vantaggio di rendere la popolazione più consapevole dell’importanza del concetto di completezza nutrizionale.

Gli alimenti fortificati, tuttavia, non possono sostituire una dieta varia ed equilibrata. Per questo motivo, è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità a ribadire che “nel lungo termine, le misure di prevenzione e controllo di carenze nutrizionali dovrebbero essere basate sulla diversificazione della dieta e sull’educazione del consumatore riguardo alla scelta di alimenti che rendono la dieta bilanciata e che permettano l’assunzione delle vitamine e dei minerali necessari”.