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OGM e legislazione

Alimenti e mangimi OGM

Il consumatore, secondo la legislazione vigente in Italia, deve essere consapevole della natura OGM o meno di un prodotto, che sia un alimento o un mangime. Ci sono, pertanto, dei requisiti di etichettatura e tracciabilità indicati nei Regolamenti comunitari, che fissano il limite massimo di tolleranza della presenza accidentale o inevitabile di OGM.

Questi requisiti di etichettatura non valgono per quegli alimenti che contengono OGM consentiti o derivano da OGM autorizzati e non superano lo 0,9% nell’alimento in cui si trovano.

Il Regolamento comunitario stabilisce, inoltre, che gli alimenti geneticamente modificati devono rispettare tutte le norme di tracciabilità, “come la capacità di rintracciare OGM e prodotti ottenuti da OGM in tutte le fasi dell'immissione in commercio attraverso la catena di produzione e di distribuzione”.

Per garantire la tracciabilità tutti i coloro che trattano prodotti OGM o derivati da essi, devono informare il successivo operatore della filiera sulla natura del prodotto.

In particolare, tutti i prodotti destinati all’alimentazione che contengono OGM o che derivano da essi devono necessariamente riportare la dicitura in etichetta “contiene organismi geneticamente modificati”.

Attualmente in Italia non ci sono colture OGM, ma questo non vuol dire che non ci sia la presenza di prodotti geneticamente modificati. La maggior parte dei mangimi impiegati negli allevamenti italiani, fatta eccezione per gli allevamenti biologici, viene prodotta a partire da mais e soia GM, provenienti da Canada, America Latina e Stati Uniti.

Per quanto concerne i mangimi composti da prodotti OGM possiamo citare una review pubblicata sul Journal of Animal Science da due ricercatrici dell’Università della California, nella quale viene fatto uno studio sulla salute degli animali da allevamento dal 1983, cioè prima dell’avvento degli OGM, fino al 2011. È emerso che dal 1996, l’anno in cui sono stati introdotti gli OGM, non sono state registrate particolari variazioni nella produzione o nella salute del bestiame. Anche i prodotti degli animali allevati con questi mangimi sarebbero pressoché indistinguibili dagli altri.

 

                                                                                          Redatto da Progeo s.r.l.

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