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Le bevande alcoliche
Si definiscono bevande alcoliche tutte quelle che contengono alcool etilico, la
cui concentrazione è espressa in gradazione alcolica che ne indica i millilitri
su 100 ml di bevanda. Tali bevande possono essere prodotte a partire da frutta,
cereali e tuberi tramite processi di fermentazione (vino, birra), distillazione
(acquaviti) e miscelazione (liquori).
Il vino
Il vino nasce dalla fermentazione degli zuccheri presenti nell’uva che avviene ad
opera di particolari lieviti. Il processo di vinificazione prevede una serie di
fasi:
- La pigiatura, processo attualmente meccanizzato,
tramite la quale gli acini vengono pigiati e torchiati per ottenere il mosto.
- Il mosto viene sottoposto ad una prima fermentazione
che avviene eliminando le bucce se quello che si va a produrre è vino bianco, altrimenti
le vinacce possono rimanere per più o meno tempo in base al tipo di vino che si
vuole ottenere (rosso o rosato).
Durante questa fase viene spesso aggiunto il bisolfito
di potassio che protegge il mosto dall’ossidazione ed evita che si trasformi in
aceto.
- Il vino, liberato da eventuali residui, viene travasato
in botti o contenitori che grazie alla presenza di valvole idrauliche lo mantengono
al riparo dall’aria; qui avviene la seconda fermentazione dopo la quale il vino
viene nuovamente travasato e sottoposto a chiarificazione e filtrazione per eliminare
ogni tipo di deposito.
- Dopo un periodo di maturazione alcuni vini rossi vengono
sottoposti ad invecchiamento per migliorarne le qualità, per gli altri
dopo una fase di stabilizzazione vi è la distribuzione.
Tipi di vino
I vini vengono classificati in base alla qualità nelle seguenti categorie:
- Vini da tavola o da pasto, possono
essere più o meno pregiati, tra i primi sono i VQPRD ovvero Vino di Qualità prodotto
in Regioni Determinate che comprendono a loro volta: i vini IGT (Indicazione Geografica
Tipica) che sono prodotti per l’85% in una specifica regione; i vini DOC (Denominazione
di Origine Controllata) la cui vinificazione risponde a requisiti stabiliti da precisi
decreti ministeriali; i vini DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)
che sono vini DOC da almeno 5 anni e che hanno determinate caratteristiche.
- Vini da taglio sono quelli che vengono
generalmente utilizzati per correggere altri vini a ridotta gradazione alcolica.
- Vini speciali sono vini liquorosi (malvasia,
vin santo…), aromatizzati ( vermouth) e spumanti (moscato, champagne…).
I vini possono essere classificati in base al vitigno e alla zona di produzione,
sono famosi i vitigni cabernet, sangiovese, merlot, barbera, chardonay, verdicchio,
malvasia ed altri ancora.
Una serie di caratteristiche particolari derivano da alcuni procedimenti a cui vengono
sottoposti determinati tipi di vino o dalle zone di produzione, per cui si distinguono le seguenti categorie:
- CLASSICO: indica il DOC prodotto in una zona ristretta
di antica tradizione, un tipico esempio è il Chianti;
- SUPERIORE: si riferisce al vino DOC che grazie a condizioni
climatiche favorevoli ha raggiunto una gradazione alcolica superiore a quella tipica;
- RISERVA: si applica ai vini caratterizzati da un processo
di invecchiamento più lungo del solito;
- NOVELLO: indica il vino ottenuto attraverso un particolare
processo di macerazione carbonica e imbottigliato dopo due mesi dalla vendemmia;
questo tipo di vino deve essere consumato entro sei mesi.
Valore nutritivo
La composizione del vino varia molto in
funzione della zona di coltivazione dell’uva,
della lavorazione, del tipo di uva. Il valore nutrizionale deriva dall’apporto energetico
dell’alcol (che produce 7 chilocalorie per grammo) in quanto il vino non apporta
proteine, carboidrati e grassi. Se consumato con moderazione e in assenza di patologie,
il vino ha un effetto benefico a livello cardiorespiratorio, favorisce la fluidità
del sangue, stimola la digestione e svolge un’importante azione antibatterica e
antiossidante.
La birra
La birra è una bevanda che si ottiene dalla fermentazione alcolica di cereali aromatizzati
con il luppolo, in genere quello più usato è il malto d’orzo; ne deriva una bevanda
moderatamente alcolica.
La produzione della birra consiste in una serie di fasi:
- L’orzo, dopo essere stato pulito e lavato, viene posto
a macerare nell’acqua e poi viene fatto germogliare in ambiente umido;
a questo punto si ottiene il malto verde che viene messo ad essiccare ad
una temperatura più o meno alta in base al tipo di birra che si vuole realizzare.
- La seconda fase è l’ammostatura durante la
quale il malto mescolato con acqua viene portato ad una temperatura di quasi 80°C
alla quale l’amido si trasforma in zucchero (maltosio).
- Il mosto viene quindi filtrato e messo in una caldaia
a bollire con il luppolo per un periodo di 1-3 ore durante il quale acquisisce
il tipico sapore amarognolo. Il liquido ottenuto viene poi refrigerato e filtrato
per eliminare i residui solidi.
- Segue la fermentazione che dura alcuni giorni
e che avviene per aggiunta
di lieviti (Saccharomyces cerevisiae o Saccharomyces
carlsbergensis) i quali scindono il maltosio in alcol e anidride carbonica.
- La birra “giovane” che si ottiene da questa fase viene
sottoposta ad un processo di maturazione che consiste in una seconda e
più lunga fermentazione dalla quale si ottiene la birra con le sue caratteristiche
proprietà.
Tipi di birra
Il grado di essiccazione del malto, la temperatura e la durata della fermentazione
determinano delle differenze che definiscono una serie di tipologie di birra.
In base alla gradazione alcolica espressa in gradi saccarometrici, che indicano la quantità di sostanze disciolte nel mosto di origine, si distinguono:
- Birra analcolica, che ha da 3 a 8 gradi saccarometrici
(1-2,6% alc. vol.)
- Birra leggera o light, da 5 a 11 gradi saccarometrici
(2,6-3,6% alc. vol.)
- Birra, da 11 a 13 gradi saccarometrici (3,6-4,3% alc.
vol.)
- Birra speciale, da 13 a 15 gradi saccarometrici (4,3-5%
alc. vol.)
- Birra doppio malto, oltre 15 gradi saccarometrici (oltre
5% alc. vol.)
Se il processo di essiccazione del malto avviene a basse temperature si producono
birre chiare, se avviene a temperature elevate si ottengono birre scure o ramate;
a loro volta queste due categorie comprendono diversi tipi di birra. Di seguito
alcuni esempi.
Birra chiara:
- Lager, 3,5% di alcol, è un
tipo di birra inglese, più aromatica e leggermente amara;
- Danese, circa 3,9% di alcol, è una birra leggera
e amara;
- Dortmund, circa 4,2% di alcol, birra tedesca
molto amara e dal caratteristico sapore di malto;
- Ale, circa 5,2% di alcol, birra inglese aromatica,
comprende altri sottotipi (Bitter ale, Mild ale, Old ale, Brown ale, Pale ale).
Birra scura:
- Stuot, circa 7% di alcol, birra irlandese dal
gusto forte ed amaro, prodotta con orzo torrefatto e l’aggiunta di caramello;
- Porter, circa 7% di alcol, birra originaria
di Londra dal gusto meno amaro ma aromatica;
- Munchner, circa 4,5% di alcol, tipica di Monaco
di Baviera è una birra a bassa fermentazione dal tipico carattere maltato;
- Rauchbier, circa il 5% di alcol, tipica birra
tedesca della Franconia, prodotta attraverso un particolare processo in cui la germinazione
del malto viene interrotta con l’affumicatura con legno di faggio invecchiato, il
che ne determina un caratteristico sapore.
Valore nutritivo
La birra è considerata una bevanda energetica per via del contenuto di alcol e contiene inoltre vitamine del gruppo B, sali minerali, polifenoli, tannini e maltodestrine.
Se assunta con moderazione e in assenza di condizioni patologiche, la birra ha effetti
benefici in quanto svolge un’azione antiossidante e stimola la digestione.
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