|
|
Le carni fresche
Per definizione la carne fresca indica la parte muscolare degli animali da macello,
da cortile e della selvaggina che non è destinata a processi di conservazione.
Dopo la macellazione e prima di essere commercializzata la carne subisce
un altro passaggio fondamentale che è la frollatura, che avviene all’interno
di celle frigorifere. Tale processo ha una durata variabile in base al tipo di carne
e provoca la parziale demolizione delle proteine muscolari e del collagene;
questo migliora la tenerezza della carne e determina la formazione del gusto.
Dal punto di vista nutrizionale la carne fornisce proteine ricche di aminoacidi
essenziali quindi di alto valore biologico e facilmente assimilabili; possiede lipidi
ed acidi grassi tra cui acidi grassi essenziali in contenuto variabile nei diversi tipi. La carne è anche una fonte di vitamine del gruppo B, in particolare la B12,
e minerali, primo fra tutti il ferro, il quale si trova in una forma che lo rende
facilmente assimilabile dall’organismo umano, seguito da fosforo, calcio e potassio.
Le carni fresche si suddividono in:
Carni bovine
Vengono classificate in base al sesso dell’animale e all’età in cui è sottoposto
alla macellazione:
- Vitello: è la carne dell’animale abbattuto
ad un’età inferiore a 12 mesi, è infatti molto tenera e facilmente digeribile, ha
un colore che può essere più o meno roseo in base al tipo.
- Vitellone: è la carne dell’animale
abbattuto tra i 12 e i 18 mesi, rispetto al vitello ha un maggior contenuto di proteine
e una minore percentuale di acqua, è tenera e ben digeribile.
- Manzo: è la carne del bovino maschio
castrato o femmina che non abbia ancora partorito, macellati all’età di 3 o 4 anni.
La carne risulta meno tenera del vitello e del vitellone ma è facilmente digeribile
e saporita.
- Vacca: è la carne del bovino femmina
adulto, ha un colore rosato e una buona digeribilità.
Carni bufaline
Il bufalo appartiene alla famiglia dei bovini e in Italia è allevato ed utilizzato
in alcune regioni principalmente per la produzione di latte e mozzarelle. La carne
che se ne ricava ha delle notevoli caratteristiche dal punto di vista nutrizionale
per via dell’apporto proteico e del tenore di ferro, inoltre rispetto al vitello
o vitellone ha un minor contenuto di lipidi e colesterolo.
La carne di bufalo necessita di una adeguata frollatura affinché possa acquisire
tenerezza e digeribilità.
Carni equine
Hanno un colore rosso scuro la cui intensità è variabile in funzione dell’età dell’animale,
della razza ed anche del tipo di alimentazione con cui è stato allevato.
La carne di cavallo non è molto consumata sia perché ha un particolare sapore dolciastro
che per motivazioni di ordine psicologico.
In realtà si tratta di un alimento dalle notevoli proprietà nutrizionali in quanto
ha un apporto proteico sovrapponibile a quello della carne bovina ma con un maggior
contenuto di ferro e un minor tenore di grassi. Le carni migliori sia dal punto
di vista nutritivo che per le proprietà organolettiche sono quelle che derivano
dagli animali giovani o da adulti allevati proprio allo scopo della produzione di
carne.
Carni suine
Si tratta di carni da sempre largamente utilizzate e di cui si consumano i vari
tagli disponibili. Hanno un buon contenuto di proteine, vitamine del gruppo B e
D, ma rispetto alla carne bovina l’apporto di ferro è inferiore.
La caratteristica di avere uno scarso tessuto connettivo la rende di facile digestione,
inoltre i tagli magri e freschi hanno un contenuto di proteine e di grassi che è
paragonabile a quello della carne bovina.
Carni ovine e caprine
Si suddividono nelle seguenti categorie:
- Abbacchio: detto anche “agnello da
latte”, è l’agnello giovane macellato all’età di 4 settimane, è caratterizzato da
carni tenere con una discreta digeribilità. Nonostante abbia un contenuto proteico
inferiore, e quindi un minor valore nutritivo, rispetto ad
altri tipi di carne ovina
ha un costo più alto.
- Agnello: è la carne dell’animale macellato
all’età di 2-3 mesi, è tenera ed altamente digeribile. La qualità della carne si
può valutare dal colore: se è rosa tendente al bianco vuol dire che l’animale è
giovane ed è stato alimentato principalmente a base di latte.
- Pecora: detta anche “montone” è la
carne dell’ovino adulto castrato, ha un colore scuro e una minore tenerezza rispetto
alle carni degli ovini giovani.
Carni avicole
Comprendono diverse tipologie di carni:
- Anatra: è la carne dell’animale selvatico
o da allevamento. In base alla provenienza variano le caratteristiche nutrizionali:
l’anatra da allevamento ha una carne più grassa e più tenera, quella selvatica ha
un maggior contenuto di tessuto connettivo, che la rende meno tenera, e un minor
tenore di grassi.
- Cappone: è il pollo castrato e macellato
all’età di 6-7 mesi, ha carni bianche dal sapore delicato e ricche di grassi.
- Faraona: detta anche gallina faraona,
ha carni rosse che sono più tenere se l’animale è giovane; in genere quelle che
si trovano in commercio hanno un’età inferiore ai 5 mesi.
- Gallina: è la femmina del pollo, macellata
nell’età tra i 5 e i 17 mesi, ha carni bianche, saporite e caratterizzate da un
elevato contenuto di grassi.
- Oca: volatile da cui si ottiene una
carne piuttosto grassa, dal sapore delicato e che diventa meno digeribile con l’aumentare
dell’età dell’animale.
- Pollo: la definizione intende genericamente
la carne del pollo domestico, ovvero sia il maschio (gallo) che le femmina (gallina)
e prende denominazioni diverse in funzione dell’età e del peso. Più comunemente invece, il pollo indica il maschio di allevamento di circa 3 mesi di età o il ruspante
di circa 10 mesi. Ha carni molto tenere, a ridotto contenuto di grassi e tessuto
connettivo, il che la rende ben digeribile.
- Tacchino: è la carne dell’animale macellato
in genere tra i 4 e i 5 mesi di età, la più pregiata è quella che si ottiene dalla
femmina macellata tra i 2 e i 3 mesi. Ha carni tenere e facilmente digeribili, caratterizzate
da un buon contenuto proteico e modesto apporto lipidico.
Carni cunicole
La carne del coniglio si ottiene dalla macellazione dell’animale tra i 2 e i 5 mesi
di vita. Ha delle caratteristiche nutrizionali importanti perché ha un elevato contenuto
proteico, è una fonte di niacina ed ha un ridotto apporto di grassi e colesterolo.
La carne è tenera e facilmente digeribile, il sapore dipende molto dal tipo di alimentazione
cui è sottoposto l’animale durante l’allevamento.
Selvaggina
Comprende gli animali selvatici detti “da pelo”, ovvero mammiferi come il cervo,
il cinghiale, la lepre e quelli detti “da piuma” rappresentati da volatili come
la quaglia, il fagiano, l’anatra…
La carne di questi animali è caratterizzata da un sapore forte e intenso e necessita
di un adeguato periodo di frollatura, variabile in base al tipo di animale, fondamentale
per migliorarne la digeribilità e per renderla più tenera.
|
|