Nei mesi più caldi l’organismo aumenta la dispersione di liquidi attraverso la sudorazione, un meccanismo indispensabile per mantenere stabile la temperatura corporea. Se le perdite non vengono compensate adeguatamente, può instaurarsi uno stato di disidratazione con ripercussioni sulle prestazioni fisiche e cognitive, sulla termoregolazione e, nei soggetti più fragili, anche sul rischio di eventi avversi correlati al calore.
Una corretta idratazione non dipende soltanto dalla quantità di acqua assunta, ma anche dalle modalità con cui viene distribuita nell’arco della giornata.
La sete rappresenta un importante meccanismo di difesa, ma non è un indicatore precoce dello stato di idratazione. Quando compare, infatti, è generalmente già presente una lieve riduzione dell’acqua corporea.
Per questo motivo è consigliabile assumere liquidi in modo regolare durante tutta la giornata, preferibilmente a piccoli sorsi, senza attendere la comparsa dello stimolo della sete. Questa strategia consente di mantenere più stabile l’equilibrio idrico, soprattutto durante periodi di elevate temperature o in presenza di attività fisica.
L’acqua fresca, generalmente compresa tra 10 e 15 °C, rappresenta un buon compromesso tra gradevolezza e capacità di favorire la dissipazione del calore corporeo.
L’assunzione di acqua molto fredda non determina un maggiore effetto reidratante rispetto all’acqua fresca. In alcuni soggetti può invece provocare fastidi transitori, come sensazione di costrizione gastrica, dolore faringeo o cefalea da stimolo freddo, riducendo talvolta la propensione a bere quantità adeguate.
Uno degli ostacoli più frequenti a una corretta idratazione è semplicemente dimenticarsi di bere.
Tenere una borraccia o una bottiglia d’acqua sempre a portata di mano — sulla scrivania, in automobile, nello zaino o nella borsa — rappresenta un semplice intervento comportamentale che aumenta la frequenza delle assunzioni spontanee durante la giornata.
Il fabbisogno idrico è individuale
Non esiste una quantità di acqua valida per tutti. Il fabbisogno varia in funzione di numerosi fattori, tra cui:
In presenza di intensa sudorazione, oltre ai liquidi può rendersi necessario reintegrare anche gli elettroliti persi con il sudore.
Conclusioni
Una corretta idratazione estiva non consiste semplicemente nel raggiungere una determinata quantità di acqua giornaliera. È altrettanto importante bere con regolarità, non attendere la comparsa della sete e preferire acqua fresca piuttosto che ghiacciata. Piccoli accorgimenti comportamentali possono contribuire in modo significativo al mantenimento dell’equilibrio idrico e a una più efficace risposta dell’organismo allo stress termico.