Calo di peso e variazione delle misure: non sempre vanno di pari passo

Calo di peso e variazione delle misure: non sempre vanno di pari passo

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Nel monitoraggio di un percorso nutrizionale, la variazione del peso corporeo e quella delle circonferenze non procedono necessariamente in maniera parallela.

È possibile osservare periodi nei quali il peso diminuisce in misura modesta mentre alcune circonferenze, come vita, addome o fianchi, mostrano variazioni più evidenti. In altre fasi può accadere il contrario: il peso scende, ma le misure corporee sembrano modificarsi poco.

Questo apparente disallineamento non rappresenta necessariamente un’anomalia. Peso e circonferenze descrivono infatti aspetti differenti della composizione e della distribuzione corporea e devono essere interpretati all’interno di un quadro più ampio.

Il ruolo della distribuzione individuale del tessuto adiposo

Uno dei primi elementi da considerare è la grande variabilità individuale nella distribuzione del tessuto adiposo.

Genetica, sesso, età e assetto ormonale contribuiscono a determinare le aree nelle quali il grasso tende maggiormente ad accumularsi e, in parte, anche le modalità con cui viene mobilizzato durante il dimagrimento.

Due soggetti che perdono lo stesso numero di chilogrammi possono quindi presentare modificazioni antropometriche molto differenti. In uno può essere più evidente la riduzione della circonferenza vita, in un altro quella dei fianchi o di altri distretti corporei.

Per questo motivo la sola variazione ponderale non consente di descrivere completamente l’evoluzione del paziente.

Il peso corporeo non corrisponde alla sola massa grassa

La bilancia misura la massa corporea complessiva, che comprende tessuto adiposo, massa muscolare, acqua corporea, glicogeno e contenuto gastrointestinale.

Le oscillazioni del peso osservate nell’arco di pochi giorni, e talvolta anche nell’arco della stessa giornata, possono quindi dipendere in misura rilevante dalle variazioni dei liquidi corporei e non da reali modificazioni della massa adiposa.

Questo aspetto diventa particolarmente importante quando si valutano risultati ottenuti in intervalli di tempo brevi.

Sodio e ritenzione idrica

Tra i fattori nutrizionali capaci di influenzare rapidamente il peso corporeo e, almeno in parte, alcune misure antropometriche, un ruolo importante è svolto dal sodio.

Un apporto elevato di sodio può favorire una maggiore ritenzione idrica, soprattutto nei soggetti predisposti o in presenza di forti variazioni dell’introito abituale.

Di conseguenza, una modifica dell’apporto di sodio può produrre variazioni ponderali relativamente rapide che non corrispondono a una perdita o a un aumento equivalente di tessuto adiposo.

La stessa ritenzione di liquidi può modificare alcune circonferenze corporee, rendendo ancora più complessa l’interpretazione del dato antropometrico quando viene considerato isolatamente.

Carboidrati, glicogeno e acqua corporea

Anche variazioni importanti nell’apporto di carboidrati possono influenzare rapidamente il peso.

Il glicogeno muscolare ed epatico viene immagazzinato insieme a una quantità significativa di acqua. Una riduzione marcata dell’introito glucidico può quindi determinare, nelle prime fasi, una perdita di peso in parte attribuibile alla diminuzione delle riserve di glicogeno e dell’acqua associata.

Viceversa, un aumento dell’apporto di carboidrati può determinare un incremento temporaneo del peso senza che ciò rappresenti necessariamente un aumento della massa grassa.

È uno dei motivi per cui variazioni ponderali rapide devono sempre essere interpretate con cautela.

Anche la composizione corporea può cambiare

Durante un percorso nutrizionale correttamente impostato può inoltre modificarsi il rapporto tra massa grassa e massa magra.

Nel soggetto fisicamente attivo, per esempio, una riduzione del tessuto adiposo accompagnata dal mantenimento o dall’incremento della massa muscolare può determinare un calo ponderale relativamente contenuto, pur in presenza di una significativa modificazione della forma corporea e delle circonferenze.

In questi casi il peso, considerato da solo, rischia di sottostimare il risultato ottenuto.

L’importanza della standardizzazione delle misurazioni

Anche la tecnica di rilevazione deve essere tenuta in considerazione.

Le circonferenze possono essere influenzate dal punto anatomico utilizzato, dalla tensione applicata al metro, dalla postura del paziente, dalla fase respiratoria, dall’orario della misurazione e dallo stato di distensione addominale.

Per rendere confrontabili i dati è quindi opportuno utilizzare protocolli standardizzati, mantenendo per quanto possibile costanti sede anatomica, tecnica e condizioni di rilevazione.

Non esiste una perfetta corrispondenza tra chilogrammi e centimetri

Nella pratica clinica è quindi poco utile cercare una relazione rigida tra chilogrammi persi e centimetri persi.

Il dimagrimento è un processo dinamico nel quale interagiscono modificazioni della massa adiposa, della massa magra, dell’acqua corporea e della distribuzione dei diversi compartimenti corporei.

Il piano alimentare può influenzare questi fenomeni attraverso l’apporto energetico complessivo, la distribuzione dei macronutrienti, il contenuto di sodio e altri aspetti nutrizionali. Non è tuttavia possibile stabilire attraverso la dieta una perdita selettiva di tessuto adiposo in una specifica regione corporea: la sede nella quale il grasso viene mobilizzato rimane fortemente condizionata dalle caratteristiche individuali.

Peso e misure devono essere letti insieme

La valutazione dell’efficacia di un intervento nutrizionale dovrebbe quindi evitare di concentrarsi esclusivamente sul numero indicato dalla bilancia.

Peso corporeo, circonferenze, andamento della composizione corporea, condizioni cliniche e aderenza al percorso forniscono informazioni complementari.

Peso e circonferenze rappresentano due aspetti dello stesso percorso: non sempre variano contemporaneamente e proprio per questo devono essere interpretati insieme, considerando la fisiologia e le caratteristiche individuali del paziente.