Il tè

Origine

Il tè, la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua, si ottiene per infusione in acqua calda delle foglie della Camellia Sinensis, una pianta legnosa della famiglia delle Theaceae coltivata principalmente in Cina, India, Sri Lanka, Giappone e Kenya.

Conosciuto da millenni in Oriente, nel corso dei secoli ha sempre convinto medici e scienziati sulle sue proprietà ed i suoi benefici per la salute dell’uomo.

L’uso e gli innumerevoli cerimoniali di questa bevanda sono associati a diverse tradizioni dell’Estremo Oriente; in origine infatti il decotto di queste foglie era utilizzato proprio come elisir di lunga vita per la sua capacità di stimolare il risveglio della mente dal torpore ed il corpo affaticato.

Composizione

Le foglie di tè appena raccolte contengono:

  • il 75-80% d’acqua;
  • il 2-4% di teina o caffeina (alcaloide naturale) che conferisce il carattere stimolante;
  • il 5-10% di catechine.

L’effetto della teina, rispetto a quello della caffeina presente invece nelle piante del caffè, della cola, del cacao e del guaranà, agisce più lentamente ed in maniera prolungata, stimolando ma non eccitando il sistema nervoso centrale e senza avere effetti sul battito cardiaco (accelerazione).

La differenza è dovuta al fatto che i polifenoli, sostanze antiossidanti contenuti nel tè, rallentano l’assorbimento della teina, che così non stimola in maniera immediata la circolazione sanguigna e l’attività cardiovascolare e migliora anche la capacità di concentrazione.

Numerose ricerche scientifiche svolte in Europa e negli Stati Uniti hanno dimostrato che i polifenoli possono infatti contenere proprietà uguali a quelle degli antiossidanti, di cui il tè è ricco e di cui è dimostrato esserne la principale fonte alimentare.

È noto il potere degli antiossidanti nella funzione di neutralizzazione dei danni causati dai radicali liberi, i quali sono dannosi per l’organismo.

Privo di calorie e di sodio, le sue foglie sono ricche di vit. A, C e B2, oltre che di olii essenziali e sostanze resinose, alluminio, calcio, rame, ferro, magnesio, niacina, manganese, silicio, sodio, zolfo e zinco.

Il tè svolge anche un’azione diuretica e antisettica, stimola la lucidità mentale e allevia la fatica.

Le foglie di tè

Le foglie vengono fatte essiccare all’aria e poi fatte fermentare prima di divenire infuso.

Dalla pianta, madre di tutti i tè, si ottengono le diverse varietà, che mutano in base ai diversi processi di lavorazione seguiti. Lo sviluppo migliore si ha nei climi caldo-umidi, in posizioni assolate. La prima raccolta si fa al terzo anno dalla messa a dimora della piantina, di cui ogni anno vengono “tagliati” i rami; una piantagione può durare fino a 50 anni.

Dalla Cina proviene una classificazione elaborata nel 1979 dal Prof. Chen Chuan dell’Istituto di Agricoltura della provincia dello Anhui.  Secondo tale sistema, che si basa sul modo di trattare le foglie dopo la raccolta, se ne traggono sei tipi e sono: il tè verde, il tè nero, il tè oolong, il tè bianco, il tè giallo ed il tè Pu-erh.

Nome cinese Traduzione letterale Nomenclatura italiana corrente
Lücha 绿茶 Tè verde Tè verde
Huangcha 黄茶 Tè giallo Tè giallo”
Heicha 黑茶 Tè “nero Tè Pu-erh o tè postfermentato
Baicha 白茶 Tè bianco Tè bianco
Qingcha 青茶 Tè “verdazzurro” o “blu Tè oolong o tè semifermentato
Hongcha 红茶 Tè “rosso Tè nero

Infusi e proprietà

Tè Verde: le foglie del tè verde sono di colore verde-grigio argentato. I germogli delle foglie e le sue foglie giovani contengono la più alta percentuale di principi antiossidanti che si trova in natura. Esso non viene sottoposto ad alcun processo di macerazione e torrefazione o tostatura.

Esistono diversi tipi di tè verde tra cui quello verde giapponese (il Bancha ne è una varietà), a basso contenuto di caffeina poiché ne vengono utilizzati i rametti e non le foglie che la contengono. Il Gyokuro, una varietà pregiata, è inoltre un’ottima fonte di L-teanina, sostanza fortemente antidepressiva. Il Matcha è invece l’unico che viene consumato per sospensione e non infusione. Trattasi infatti di una polvere verde che, aggiunta ad acqua calda, svolge un’azione anti-stress.

In alcune fonti si evidenzia come ci siano sostanze in grado di stimolare la formazione del tessuto osseo, dunque di rallentarne la degenerazione: berlo regolarmente preverrebbe l’insorgere dell’osteoporosi.

Tè giallo: prodotto secondo un metodo di lavorazione simile a quello del tè verde, cui si aggiunge la fase di ingiallimento delle foglie, è una varietà piuttosto rara e costosa prodotta in determinate aree della Cina.

Simile al tè verde dal punto di vista delle caratteristiche nutrizionali, con buone quantità di polifenoli, contiene caffeina; per cui se consumato in quantità eccessive può causare disturbi come ansia, insonnia, nervosismo.

Tè Pu-erh: fermentato due volte (la seconda è una vera e propria fermentazione microbica), sulle sue foglie già ossidate viene steso uno strato di muffe e batteri che gli donano un caratteristico sapore di terra fresca.

Tè bianco: esso deriva dalla prima fogliolina all’apice del fusto del germoglio, che viene raccolto prima che si apra. La raccolta avviene in due sole giornate per sole due volte l’anno ed in favorevoli condizioni atmosferiche. Possiede proprietà disinfettanti in quanto riduce la crescita di stafilococchi, streptococchi e di quelli responsabili della carie dentaria.

Tè Oolong: o “semifermentato”, in quanto subisce una parziale fermentazione, contiene diversi minerali (calcio, potassio, magnesio, sodio, fosforo, zinco e vitamine), pertanto risulta utile contro il colesterolo ed il sovrappeso.

Tè nero: o definito anche “fermentato”, a causa del processo cui vengono sottoposte le foglie durante la lavorazione. Secondo un recente studio i tè neri (insieme a quelli verdi), sono prebiotici, cioè hanno sostanze che inducono la crescita di microrganismi buoni che contribuiscono al benessere.

 

L’Acqua è la madre del tè, la teiera suo padre ed il fuoco il suo maestro.

Antico detto cinese