La curcuma

La Curcuma longa L. è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Zingiberacee, originaria dell’Asia sud-orientale ed utilizzata soprattutto nella cucina indiana, medio-orientale, thailandese ed in altre aree dell’Asia.

Da questa pianta viene estratta la curcumina, o E100 secondo la codifica europea degli additivi alimentari, utilizzata principalmente come colorante alimentare. Il suo uso non è ammesso in USA e Canada, mentre il suo impiego in qualità di integratore alimentare è generalmente riconosciuto come sicuro dalla FDA (Food and Drug Administration).

Il nome comune inglese Tumeric (corrispondente all’italiano meno usato tumerico), deriva dall’espressione latina terra merita, ovvero “terra meritevole”. La parola curcuma deriva invece dall’arabo kourkoum, ovvero zafferano, in quanto è conosciuta pure come zafferano delle Indie (per il colore giallo). La sua fama nella medicina tradizionale orientale è millenaria.

La curcumina, che ha potenti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, è il costituente più attivo della curcuma, costituendo tra il 2% a 6% di questa spezia.

Composto polifenolico biologicamente attivo nell’uomo, per via orale viene scarsamente assorbita e rapidamente metabolizzata, pertanto come agente terapeutico il suo potenziale è limitato dalla sua scarsa biodisponibilità. Sono in corso diverse sperimentazioni cliniche che stanno tastando l’efficacia che la curcumina svolge su diversi casi in presenza di cellule cancerose.

Argomento d’interesse e di ricerca degli ultimi anni, è stato infatti dimostrato il potere antinfiammatorio della curcuma. In particolare negli studi svolti sugli animali è stato riscontrato il suo effetto protettivo nei tumori di sangue, bocca, polmone, pancreas e tratto intestinale.

L’India è il primo produttore mondiale di curcuma, 8.000 tonnellate l’anno, e diversi studi sulla popolazione hanno dimostrato che un consumo regolare diminuisce l’incidenza di malattie degenerative come l’Alzheimer. I ricercatori in particolare hanno ipotizzato che gli effetti anti-infiammatori della curcumina possano essere responsabili di questa azione.

Anche se molte delle proprietà terapeutiche sono ancora da dimostrare, alcuni effetti legati alla sostanza sono stati verificati in laboratorio.

Gli studi sulla curcuma e sulla curcumina hanno mostrato i seguenti risultati benefici:

  • l’estratto di curcuma può aiutare ad alleviare il dolore e migliorare la funzione nelle persone con osteoartrosi del ginocchio. Esistono anche prove preliminari che la curcumina può aiutare a ridurre il dolore alle articolazioni e il gonfiore nelle persone con artrite reumatoide;
  • la curcumina agisce come un debole fitoestrogeno e sembra avere effetti protettivi sul cancro;
  • può aiutare a prevenire o trattare diversi tipi di tumori, tra cui il cancro della prostata, della mammella, della pelle e del colon;
  • coloro che sono in remissione dalla colite ulcerosa che assumono la curcumina hanno meno probabilità di avere una recidiva della malattia rispetto a quelle che non la integrano;
  • si sono anche studiati gli effetti benefici dell’aggiunta di questa molecola per il trattamento di malattie croniche come obesità, sindrome metabolica e diabete;
  • riduce i livelli di colesterolo;
  • supporta il sistema immunitario;
  • aiuta la cicatrizzazione delle ferite;
  • svolge un’azione di prevenzione per le malattie al fegato;
  • protegge la cute
  • contrasta i radicali liberi.

Tuttavia non sono ancora state raggiunte conclusioni precise e definitive circa l’efficacia esatta della dose di curcumina da utilizzare e la sua formulazione (in emulsione, compresse o polvere), così come la durata del trattamento raccomandata a seconda della malattia.

Non è ancora chiaro nemmeno il meccanismo attraverso cui essa agisce: ad esempio come la curcumina possa regolare l’infiammazione dell’intestino, diminuendo quindi la risposta locale nelle cellule epiteliali, proteggendo così la barriera intestinale. Altra ipotesi invece, osservata su topi affetti da sindrome del colon irritabile, riguarda una possibile azione svolta sull’asse intestino-cervello attraverso la regolazione di neurotrasmettitori.

Integratore e farmaco

Come già accennato sopra, l’uso della curcuma come integratore alimentare è approvato sia dall’Unione Europea che dalla FDA, mentre l’applicazione a farmaco è riconosciuto in pochi casi. Le limitazioni sull’applicazione in ambito clinico sono dovute ai tempi rapidi di assorbimento e smaltimento e a tal proposito sembrerebbero necessari ulteriori studi. Per questo alcuni ricercatori stanno cercando strategie per renderla maggiormente biodisponibile. Secondo la FAO, l’assunzione per via orale di una quantità pari a 8 gr al giorno può essere considerata sicura; tuttavia il Medical Center dell’Università del Maryland ricorda che pazienti diabetici, con calcoli alla cistifellea o ostruzioni alle vie biliari, in stato di gravidanza o allattamento, devono prestare attenzione all’assunzione della sostanza e consultare il proprio medico. Inoltre è bene evitare la curcuma se si è allergici anche a solo uno dei principi ce la compongono; oltretutto se assunta in maniera costante per diverso tempo può provocare nausea, dissenteria, ulcera, meteorismo.

Uso

I rizomi della pianta vengono bolliti ed essiccati al sole o in forno, per poi essere schiacciati a formare una polvere giallo-arancio. Il sapore della curcumina è amaro, terroso, piccante e volatile, mentre il colore si conserva nel tempo. Oltre che in numerose ricette indiane è ingrediente fondamentale di molte di quelle asiatiche. Ha applicazione anche in numerose bevande, prodotti da forno e lattiero-caseari, yogurt, cereali e salse.

I piatti a base di curcuma avvero molti ed in base all’utilizzo e alle finalità desiderate la spezia si presta a moltissimi usi essendo molto versatile.

Curiosità

La radice della curcuma deve essere conservata in frigorifero e va consumata entro breve tempo visto il suo rapido deperimento, per questo si consiglia sempre di acquistarla poco per volta. La curcuma in polvere deve essere conservata in un barattolo ermetico di vetro e custodita in un luogo buio e asciutto.