Numerose ricerche confermano che le scelte alimentari errate che sono alla base del sovrappeso e delle malattie metaboliche spesso hanno una base psicologica.
Per questo oggi al nutrizionista si richiede una particolare abilità nell’affrontare questo tipo di problematiche che si acquisisce grazie a specifici studi di medicina, ma soprattutto con l’esperienza.
Quando sono necessari adeguati approfondimenti è fondamentale la presenza nel team di uno psicologo esperto di tali problematiche. Numerose sono le scuole di psicologia che propongono modelli di cura efficaci. Dalla terapia cognitivo comportamentale, alle scuole di psicoanalisi, come quelle della psicoterapia relazionale, a quelle della psicologia del sé.
Sin dalla nascita si instaura un certo tipo di rapporto con il cibo che comincia con l’allattamento e lo svezzamento, quando l’alimentazione ha una certa rilevanza affettiva, perché chi nutre si prende anche cura dell’altro. In questa fase i cibi hanno un valore emotivo e relazionale, assumendo anche una valenza simbolica.
La famiglia e l’ambiente socio-culturale hanno spesso una certa influenza anche sulle nostre preferenze alimentari.