Latte e disinformazione

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Il latte è una delle bevande consumate dall’ uomo durante tutta la sua storia evolutiva.

I suoi benefici sono legati soprattutto alla sua composizione: esso infatti contiene potenzialmente tutti i nutrienti essenziali per la salute umana.

Tuttavia negli ultimi anni è stato oggetto di un’ampia campagna di disinformazione che ha finito per confondere le idee dei consumatori ed in parte disincentivare il suo utilizzo. Occorre dunque fare chiarezza, alla luce delle più recenti ed accreditate evidenze scientifiche, per riabilitare questa bevanda ed il suo alto potenziale nutritivo e benefico per la salute.

Il latte ed i suoi nutrienti

Il latte è una bevanda ricca di: proteine ad elevato valore biologico, carboidrati prevalentemente sotto forma di lattosio, lipidi e acqua necessaria per una corretta idratazione.

Inoltre, l’elevato valore nutritivo di tale bevanda è da attribuire soprattutto alla sua abbondanza di sali minerali (tra cui calcio, rame, selenio, magnesio, zinco, fosforo) e vitamine (vitamina A, C, D, E, K e le vitamine del gruppo B come tiamina, riboflavina, niacina, folati e vitamina B6).

Per la ricchezza nutritiva ed energetica della sua composizione, il latte risulta essere dunque una preziosa risorsa per apportare all’organismo molti dei componenti necessari per il suo corretto funzionamento.

Il latte: principali fake news

Di seguito vengono elencate alcune tra le false notizie più diffuse sul conto del latte e dei suoi presunti effetti negativi.

Latte, ormoni e antibiotici

Molti timori da parte dei consumatori derivano dalla possibilità di assumere, attraverso il latte, sostanze potenzialmente dannose come ormoni o antibiotici, eventualmente somministrati agli animali da cui esso deriva, per incrementarne la crescita e la resa produttiva.

A tal proposito, occorre ricordare che il latte e tutti i prodotti lattiero-caseari sono soggetti a norme di legge rigide che regolano la presenza di tali composti al loro interno e risultano sottoposti a frequenti controlli lungo tutto il ciclo di lavorazione e produzione.

Inoltre, l’uso di antibiotici è soggetto a limiti di legge restrittivi, mentre l’impiego di ormoni risulta vietato sia in Italia sia in Europa.

Latte e osteoporosi

Per prevenire l’osteoporosi le Linee Guida redatte dagli Istituti di Ricerca raccomandano di assumere negli adulti fino a 60 anni una quantità giornaliera pari a 1000 mg di calcio, mentre per la fascia d’età superiore ai 60 anni 1200 mg e di inserire nella dieta alimenti come latte, yogurt, formaggi, pesce azzurro, sgombri e anche alcune verdure come i broccoletti, i carciofi, i cardi e le insalate verdi. Tale quantitativo è molto importante in particolar modo nelle donne in menopausa, dove il rischio di osteoporosi aumenta.

Il latte in particolare rappresenta una delle principali fonti alimentari di calcio altamente biodisponibile: numerosi studi associano perciò il suo consumo ad effetti protettivi in termini di miglioramento della densità ossea e riduzione del rischio di osteoporosi e lesioni ossee.

Vi sono alcune teorie che ipotizzano l’esistenza di una relazione tra il consumo di latte ed un aumento del rischio di osteoporosi: in questo caso, i composti incriminati sarebbero alcune proteine contenenti aminoacidi solforati presenti nel latte.

Secondo tale ipotesi, infatti, i processi di digestione di queste proteine porterebbero ad un progressivo incremento dell’acidità del sangue e al conseguente ricorso ai minerali depositati a livello osseo per ripristinare il pH ed evitare la comparsa di acidosi. Tutto ciò causerebbe un impoverimento della naturale riserva di minerali ossei ed un conseguente indebolimento del tessuto, favorendo osteoporosi e fratture.

Queste teorie sono state tuttavia sconfessate sulla base di alcune evidenze scientifiche: infatti, tali proteine sono presenti in maggior quantità in alcuni alimenti vegetali rispetto al latte, che ne contiene apporti limitati. Inoltre, il calcio presente nelle ossa non viene coinvolto nei meccanismi di equilibrio acido-base in quanto l’organismo è dotato di altri sistemi tampone appositamente preposti a questa funzione. Infine, le proteine in generale sono in realtà in grado di aumentare l’assorbimento di calcio a livello intestinale e stimolare la formazione di molecole importanti per l’integrità ossea, esercitando un effetto benefico globale sulla salute delle ossa.

È importante ricordare che il calcio rappresenta un elettrolita essenziale, costantemente mobilitato dall’organismo per svolgere numerose funzioni: se non rifornito con la dieta in quantità adeguate, la sua carenza potrà avere effetti negativi sul benessere dell’organismo. 

Latte e malattie cardiovascolari

Recentemente è emersa anche l’ipotesi di un’associazione fra il consumo di latte ed un aumento del rischio di malattie cardiovascolari: questa viene imputata principalmente al suo contenuto di acidi grassi saturi.

A tale proposito esistono pareri controversi: alcuni studi hanno infatti ipotizzato l’esistenza di tale correlazione, mentre altre ricerche sembrano associare questa bevanda ad effetti benefici sul sistema cardiovascolare.

Tali risultati contrastanti potrebbero essere riconducibili alle diverse modalità con cui gli animali vengono allevati e nutriti: infatti, un recente studio ha dimostrato che il consumo di latte ricavato da mucche nutrite principalmente con foraggio e in parte con l’uso di mangimi a base di soia o mais è correlato ad una riduzione del rischio di patologie cardiovascolari ed infarto. È bene considerare che attualmente gli allevamenti presenti sul territorio nazionale sono di questo tipo.

Alla luce di tali benefici, si sta diffondendo sul mercato il cosiddetto “latte fieno”, un particolare tipo di latte ricavato da bovini alimentati esclusivamente con erba fresca in estate, fieno in inverno e piccole quantità di cereali. A partire da marzo 2016, l’Unione Europea ha dato la possibilità di indicare sull’etichetta di questo tipo di prodotto la denominazione STG ovvero “Specialità Tradizionale Garantita”. In commercio sono attualmente disponibili soltanto due marche che forniscono prodotti quali latte o yogurt ricavati da bovini alimentati ad erba (cosiddetti grass-fed).

Inoltre alcune ricerche evidenziano potenziali effetti benefici del latte anche in termini di controllo della pressione sanguigna e dell’infiammazione, prevenendo altri fattori di rischio cardiovascolari.

Latte e cancro

L’ipotesi secondo cui alcuni componenti del latte potrebbero contribuire all’insorgenza e progressione di alcune tipologie di cancro risulta infondata.

Al contrario, gli effetti protettivi del consumo di questa bevanda sono emersi per esempio nel caso del cancro colon-rettale: in particolare, uno studio ha messo in luce una riduzione del rischio di tumore al colon-retto pari a circa il 15 % in soggetti che consumano più di un bicchiere di latte al giorno (>250 ml) rispetto a chi ne consuma una quantità inferiore a 70 ml giornalieri.

Ciò potrebbe essere dovuto alla capacità del calcio sia di legare gli acidi biliari secondari, composti potenzialmente tossici e cancerogeni, sia di attivare alcuni meccanismi responsabili dell’eliminazione delle cellule neoplastiche.

In aggiunta, proprietà anti-cancerogene sarebbero state attribuite alle caseine, che costituiscono l’80% delle proteine del latte: è stata dimostrata infatti la loro capacità di inibire enzimi sintetizzati da batteri patogeni presenti a livello intestinale.

Anche le restanti proteine del siero del latte (proteine whey) potrebbero essere protettive contro l’insorgenza di alcune tipologie di cancro (al colon, al seno e alla prostata), grazie alla loro capacità di incrementare la produzione di composti ad azione antiossidante.

Entrambe queste proteine sarebbero infine in grado di potenziare l’azione del sistema immunitario, contrastando ulteriormente lo sviluppo di tumori.

In conclusione, il latte può essere considerato come una bevanda ricca di proprietà nutritive e di componenti essenziali per il benessere dell’organismo. False informazioni ed inutili timori legati al suo utilizzo possono quindi essere smentiti ed il suo consumo va incentivato alla luce dei tanti preziosi benefici che le più recenti evidenze scientifiche gli attribuiscono.