Per definizione la carne fresca indica la parte muscolare degli animali da macello, da cortile e della selvaggina che non è destinata a processi di conservazione.
Dopo la macellazione e prima di essere commercializzata la carne subisce un altro passaggio fondamentale che è la frollatura, che avviene all’interno di celle frigorifere. Tale processo ha una durata variabile in base al tipo di carne e provoca la parziale demolizione delle proteine muscolari e del collagene; questo migliora la tenerezza della carne e determina la formazione del gusto.
Dal punto di vista nutrizionale la carne fornisce proteine ricche di aminoacidi essenziali quindi di alto valore biologico e facilmente assimilabili; possiede lipidi ed acidi grassi tra cui acidi grassi essenziali in contenuto variabile nei diversi tipi. La carne è anche una fonte di vitamine del gruppo B, in particolare la B12, e minerali, primo fra tutti il ferro, il quale si trova in una forma che lo rende facilmente assimilabile dall’organismo umano, seguito da fosforo, calcio e potassio.
Le carni fresche si suddividono in:
Vengono classificate in base al sesso dell’animale e all’età in cui è sottoposto alla macellazione:
Il bufalo appartiene alla famiglia dei bovini e in Italia è allevato ed utilizzato in alcune regioni principalmente per la produzione di latte e mozzarelle. La carne che se ne ricava ha delle notevoli caratteristiche dal punto di vista nutrizionale per via dell’apporto proteico e del tenore di ferro, inoltre rispetto al vitello o vitellone ha un minor contenuto di lipidi e colesterolo.
La carne di bufalo necessita di una adeguata frollatura affinché possa acquisire tenerezza e digeribilità.
Hanno un colore rosso scuro la cui intensità è variabile in funzione dell’età dell’animale, della razza ed anche del tipo di alimentazione con cui è stato allevato.
La carne di cavallo non è molto consumata sia perché ha un particolare sapore dolciastro che per motivazioni di ordine psicologico.
In realtà si tratta di un alimento dalle notevoli proprietà nutrizionali in quanto ha un apporto proteico sovrapponibile a quello della carne bovina ma con un maggior contenuto di ferro e un minor tenore di grassi. Le carni migliori sia dal punto di vista nutritivo che per le proprietà organolettiche sono quelle che derivano dagli animali giovani o da adulti allevati proprio allo scopo della produzione di carne.
Si tratta di carni da sempre largamente utilizzate e di cui si consumano i vari tagli disponibili. Hanno un buon contenuto di proteine, vitamine del gruppo B e D, ma rispetto alla carne bovina l’apporto di ferro è inferiore.
La caratteristica di avere uno scarso tessuto connettivo la rende di facile digestione, inoltre i tagli magri e freschi hanno un contenuto di proteine e di grassi che è paragonabile a quello della carne bovina.
Carni ovine e caprine
Si suddividono nelle seguenti categorie:
Comprendono diverse tipologie di carni:
La carne del coniglio si ottiene dalla macellazione dell’animale tra i 2 e i 5 mesi di vita. Ha delle caratteristiche nutrizionali importanti perché ha un elevato contenuto proteico, è una fonte di niacina ed ha un ridotto apporto di grassi e colesterolo.
La carne è tenera e facilmente digeribile, il sapore dipende molto dal tipo di alimentazione cui è sottoposto l’animale durante l’allevamento.
Comprende gli animali selvatici detti “da pelo”, ovvero mammiferi come il cervo, il cinghiale, la lepre e quelli detti “da piuma” rappresentati da volatili come la quaglia, il fagiano, l’anatra…
La carne di questi animali è caratterizzata da un sapore forte e intenso e necessita di un adeguato periodo di frollatura, variabile in base al tipo di animale, fondamentale per migliorarne la digeribilità e per renderla più tenera.