Nuove tecniche per il lavoro del nutrizionista

Le basi scientifiche per un rapido ripristino dell’equilibrio metabolico e della normalizzazione del peso corporeo

Il medico nutrizionista Marozzi Maurizio, ricercatore in dietetica e nutrizione, parla in questo articolo delle nuove tecniche a disposizione del professionista del settore per raggiungere in tempi ottimali l’equilibrio metabolico e il peso ideale, metodiche descritte anche nel suo nuovo libro “Le basi e le altezze del lavoro del nutrizionista”.

Il successo di una dieta dipende da diversi fattori, come la preparazione del nutrizionista, la sua esperienza maturata sul campo e soprattutto da una vasta preparazione scientifica riguardante gli stati patologici con cui viene a contatto nel lavoro quotidiano.

Di seguito vengono illustrati alcuni aspetti ritenuti dal Dr. Marozzi, in base alla sua esperienza, di massima importanza per il raggiungimento del risultato ottimale.

 

Dieta di semplice esecuzione

Innanzitutto è opportuno elaborare un piano alimentare che ottimizzi la compliance del paziente, con menù di facile esecuzione e personalizzati in funzione del tipo di vita della singola persona, grazie a queste caratteristiche i pazienti riusciranno meglio ad aderire alla prescrizione dietetica. Per tale motivo è opportuno effettuare, nel corso della prima visita, un’accurata indagine alimentare che metta in luce non solo le abitudini alimentari del paziente ma anche il suo stile di vita, l’impegno lavorativo sostenuto, il tempo che ha a disposizione per i pasti, dove li consuma, l’orario in cui vengono fatti e la possibilità di effettuare pasti secondari come lo spuntino di metà mattina o la merenda.

 

Metodo gemellare

Caratteristica fondamentale di una prescrizione dietetica è il soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali, in particolare dei nutrienti appartenenti al codice gemellare, la cui carenza, in base all’esperienza maturata dal Dr. Maurizio Marozzi e alla più recente ricerca scientifica, facilita l’istaurarsi del sovrappeso. A questo scopo è utile convincere il paziente e sincerarsi che assuma alimenti o gruppi di alimenti che servono a coprire i fabbisogni di questo codice.

 

Evoluzione progressiva

Questo metodo, messo a punto in dieci anni di ricerca da parte del Dr. Marozzi, è importante per far entrare il paziente a contatto con le varie famiglie biologiche in maniera diversificata. Molti studi hanno dimostrato l’efficacia della presenza in dieta di famiglie biologiche diverse per il miglioramento di condizioni patologiche e per il raggiungimento degli obiettivi ponderali.

Inoltre, la presenza di diverse famiglie biologiche nel piano terapeutico aggiunge completezza nutrizionale in tutto periodo di cura.

 

Dieta mediterranea aperta

Questo tipo di dieta è stata sviluppata dal medico nutrizionista Maurizio Marozzi nel corso di numerosi viaggi, nei paesi del bacino del Mediterraneo, in Medioriente, nei Paesi Arabi e in Nord America.  Sono state selezionate soluzioni veloci e facili da mettere in pratica che si integrano perfettamente con la dieta mediterranea e in più ne valorizzano gli aspetti peculiari.

Di seguito vengono riportati alcuni esempi.

 

Mari del Nord

Alcuni pesci presenti in questi mari sono fonte di acidi grassi omega 3 e di altri acidi grassi polinsaturi utili per abbassare i livelli di colesterolo, per combattere i radicali liberi e quindi contrastare l’invecchiamento cellulare, oltre ad essere ricchi di vitamine e sali minerali.

 

Il continente americano

La quinoa e l’amaranto sono alimenti ricchi di proteine vegetali, appartengono alla famiglia biologica degli pseudocereali e sono coltivati principalmente in sud America.

La quinoa contiene elevate quantità di acido alfa-linoleico, un acido grasso omega 3 che aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari e a mantenere un profilo lipidico equilibrato.

L’amaranto fornisce un buon apporto di calcio ed aiuta a ridurre la colesterolemia totale e la trigliceridemia per il suo contenuto di fitosteroli.

 

Il Medioriente

Diversi sono i piatti tipici di quest’area geografica, a cominciare da quelli a base di yogurt, completi dal punto di vista nutrizionale e ricchi di probiotici, che contribuiscono al benessere del microbiota intestinale.

Una soluzione molto apprezzata è il tabbouleh, ricetta di origine araba, preparato con una base di bulgur o cous cous e in aggiunta cipolle, pomodori, menta, prezzemolo, succo di limone ed olio extravergine di oliva. Oltre ad essere un piatto molto gradito per la sua freschezza e gusto è anche molto semplice da preparare.

Infine, l’hummus ed i falafel, preparazioni a base di ceci, sono ricchi di proteine vegetali, fibra, vitamine del gruppo B e acidi grassi omega 3.

 

L’Oriente

Tipiche di quest’area geografica sono le numerose preparazioni a base di soia: hamburger, cotolette o polpette vegetali sono alimenti ricchi di proteine vegetali con un basso contenuto di colesterolo, da utilizzare come sostituti della carne e del pesce.
Tipico dell’Oriente è poi il miso, ottenuto dalla fermentazione dei semi di soia gialla e sale marino, particolarmente ricco di probiotici ed enzimi che lo rendono benefico per il microbiota intestinale. Il miso viene utilizzato per condire le zuppe o i risotti e per dare un maggior sapore a piatti a base di carne e pesce.

 

Ripartizione dei nutrienti

Un altro aspetto fondamentale di una prescrizione dietetica è che deve tener conto della corretta ripartizione dei nutrienti secondo le linee guida della World Health Organization (WHO) e dei maggiori Istituti di ricerca, affinché sia possibile ripristinare l’equilibrio metabolico e raggiungere in modo ottimale il peso ideale.

In questa ottica i carboidrati devono rappresentare almeno il 55% dell’apporto energetico, i lipidi il 25-30% e la restante aliquota deve essere assegnata alle proteine.

Logicamente molta attenzione deve essere dedicata alla qualità nutrizionale dei suddetti macronutrienti.

 

Velocità nel raggiungimento dei risultati

Il rapido raggiungimento dell’equilibrio ponderale e del peso desiderabile sono fattori auspicabili, infatti una veloce diminuzione del peso corporeo è un vantaggio a condizione però che il piano alimentare sia stilato in funzione della corretta ripartizione dei nutrienti e della completezza nutrizionale.

In base all’esperienza maturata dal Dr. Marozzi, non sono stati mai riscontrati effetti collaterali quando vengono applicate le metodiche scientifiche sopra descritte. Per quanto detto il metodo gemellare, l’evoluzione progressiva e la dieta mediterranea aperta non sono solo degli aspetti facoltativi, ma indispensabili nello stilare un piano alimentare che garantisca i migliori risultati nel minore tempo possibile.

Redatto da Progeo s.r.l.

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