Una dieta impostata secondo i principi della medicina ufficiale si associa a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, tra cui infarto del miocardio, angina pectoris e ictus.
Il legame tra calo ponderale e rischio cardiovascolare è stato ampiamente studiato. In questo contesto, lo studio Look AHEAD, pubblicato sul New England Journal of Medicine, rappresenta uno dei trial più rilevanti per numerosità campionaria e durata del follow-up, superiore ai 10 anni.
Il trial, condotto su pazienti in sovrappeso o obesi, ha valutato gli effetti di un intervento intensivo sullo stile di vita rispetto a un gruppo di controllo. Pur non evidenziando una riduzione statisticamente significativa dell’endpoint cardiovascolare primario nell’analisi intention-to-treat, le analisi secondarie mostrano una relazione consistente tra entità del calo ponderale e riduzione del rischio cardiovascolare.
In particolare, i soggetti che hanno ottenuto una perdita di peso ≥10% nel primo anno hanno presentato una riduzione di circa il 20% del rischio di eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus ed eventi fatali) rispetto a coloro che non hanno raggiunto tale risultato.
Questi dati suggeriscono una relazione di tipo dose-risposta tra riduzione del peso corporeo e rischio cardiovascolare, verosimilmente mediata da modificazioni del profilo metabolico e infiammatorio e da effetti sulla funzione endoteliale.
Nel complesso, le evidenze disponibili indicano che il calo ponderale, quando ottenuto attraverso interventi strutturati e sostenibili, rappresenta uno strumento rilevante nella prevenzione cardiovascolare, con benefici proporzionali all’entità della perdita di peso raggiunta e mantenuta nel tempo.
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