Proteine: perché “più” non significa necessariamente “meglio”

Proteine: perché “più” non significa necessariamente “meglio”

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Le proteine rappresentano uno dei pilastri della nutrizione umana. Gli aminoacidi che le costituiscono sono indispensabili per la sintesi e il mantenimento delle proteine corporee, per la funzionalità enzimatica, la produzione di ormoni, la risposta immunitaria e il turnover dei tessuti.

Proprio per il loro ruolo biologico fondamentale, negli ultimi anni si è diffusa la convinzione che un aumento continuo dell’apporto proteico sia sempre vantaggioso, soprattutto per il mantenimento della massa muscolare e il controllo del peso corporeo. Tuttavia, la fisiologia umana racconta una storia più complessa.

A differenza dei lipidi, che possono essere accumulati nel tessuto adiposo, e dei carboidrati, che dispongono di riserve limitate sotto forma di glicogeno, l’organismo non possiede un vero sistema di deposito per gli aminoacidi. Per questo motivo, una volta soddisfatte le esigenze di sintesi proteica e di rinnovamento dei tessuti, gli aminoacidi eccedenti non vengono conservati come tali.

L’azoto viene rimosso attraverso i processi di deaminazione e successivamente eliminato sotto forma di urea, mentre lo scheletro carbonioso entra nei normali circuiti metabolici. A seconda delle necessità dell’organismo può essere ossidato per produrre energia, utilizzato per la sintesi di glucosio o convogliato verso altre vie metaboliche.

Questo significa che le proteine assunte oltre il fabbisogno non continuano a sostenere indefinitamente la crescita muscolare. Una volta raggiunto il limite fisiologico della sintesi proteica, il surplus entra nel bilancio energetico complessivo dell’organismo. Se l’introito calorico totale supera il dispendio energetico, anche l’energia derivante dagli aminoacidi può contribuire all’accumulo di tessuto adiposo.

È quindi opportuno distinguere tra adeguatezza e eccesso. Garantire un apporto proteico sufficiente è essenziale per la salute, ma l’idea che quantità progressivamente maggiori determinino benefici proporzionali non trova riscontro nella fisiologia del metabolismo proteico.

Per il professionista della nutrizione, il messaggio rimane quello di sempre: non esistono nutrienti “magici” e non esistono scorciatoie metaboliche. La qualità dell’alimentazione e l’adeguatezza quantitativa dell’apporto proteico sono molto più importanti dell’inseguimento di livelli sempre più elevati di assunzione.

In altre parole, le proteine sono indispensabili, ma anche per loro vale una regola fondamentale della nutrizione: oltre il fabbisogno, l’organismo non costruisce necessariamente di più; semplicemente utilizza ciò che riceve secondo le proprie esigenze metaboliche.