Semi di chia, la forza degli Aztechi

La chia è una pianta floreale della famiglia delle Lamiaceae, i cui semi derivano dalla Salvia Hispanica (la stessa della menta, della lavanda e della comune salvia) nativa del Guatemala e del Messico centrale e meridionale. Già coltivata dagli Aztechi in epoca precolombiana, ancora oggi viene utilizzata per la produzione di sfarinati e semi interi.

La parola chia in azteco significa “forza”, non a caso questi semi vantano numerose proprietà benefiche tanto da essere considerati dei superfood.

Hanno un elevato contenuto di elementi nutritivi in maniera concentrata, oltretutto il contenuto in percentuale di minerali organici è più alto nei semi che nelle foglie, motivo per cui possono far parte della nostra alimentazione in maniera costante.

Preziosi composti sono particolarmente concentrati nelle gemme e nei semi delle piante, infatti l’uomo preistorico si nutriva prevalentemente di alimenti, come per esempio gemme, apici radicali, semi, noci, frutti, tuberi e foglie con un’elevata concentrazione di nutrienti.

I semi di chia sono tra i pochi alimenti quasi completi dal punto di vista nutritivo, inoltre il nostro corpo dopo averli assunti dispone di energia per ore senza subire attacchi di fame, motivo per cui sono parecchio utilizzati all’interno di diete dimagranti.

Introduzione dei semi in Europa

La chia è stata classificata dall’autorità statunitense per l’alimentazione (Food and Drug Administration, FDA) come adatta all’uso alimentare umano, mentre nell’Unione Europea la chia è considerata un “novel food” (alimento di nuovo tipo). Nel novembre 2009 l’autorità europea per la sicurezza alimentare ha permesso l’uso della chia per i prodotti da forno in concentrazione massima del 5% (Bollettino UE nr. L 294, 11 novembre 2009, p. 12 e p. 14) e il 22 gennaio 2013 la Commissione Europea ha esteso il campo di utilizzo della chia (protocollo numero C [2013] 123). Da quel momento i semi di chia, come da regolamento UE nr. 258/97, possono essere utilizzati per i prodotti da forno, i cereali da colazione e i preparati a base di semi, frutta e noci, in misura massima del 10%, con una dose giornaliera raccomandata pari a 15 gr.

Come detto, questa particolarità di semi, non essendo modificata dalla coltivazione, è una fonte compatta ed altamente concentrata di moltissimi elementi nutritivi per la salute:

  • acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6;
  • vitamine C ed E;
  • sali minerali tra cui calcio, ferro, magnesio, potassio, selenio e zinco;
  • tutti gli amminoacidi essenziali;
  • antiossidanti.

La chia è la fonte di acidi grassi omega 3 e fibre più ricca in assoluto: i semi contengono fino al 38% di olio di chia e fino al 23% di proteine, con un bassissimo contenuto di sodio. Il dato interessante di questo superfood è anche quello di essere consumato come creato in natura e non in concentrato, motivo per cui possiede valori così incredibili.

In ambito sportivo il suo contenuto di vitamine, minerali e aminoacidi lo rende un valido supporto durante l’attività fisica, inoltre il sapore neutro e la croccantezza dei semi permettono di associarli a diverse pietanze (si possono aggiungere allo yogurt a colazione, ma anche alle minestre, alle insalate, al riso e ai frullati).

Proprietà

Tra i benefici più noti di questi semi spicca l’azione preventiva nei confronti dell’ipercolesterolemia, del diabete di tipo II, dell’osteoporosi e contro lo sviluppo di coliti ed infiammazioni della mucosa gastrica, aiutano inoltre ad eliminare le tossine favorendo il transito intestinale.

Ricchi anche di grassi hanno effetto antiossidante, proteggono il corpo dai veleni presenti nell’ambiente, prevengono le malattie cardiache, stimolano l’assimilazione di sostanze minerali come il calcio e agevolano la dislocazione delle vitamine A, D, E e K verso i tessuti.

Utilità per le donne

Secondo gli ultimi studi, tra i vari componenti dei semi sono stati individuati anche gli isoflavoni: sostanze antiossidanti fitoestrogene che riducono la carenza di estrogeni. Solitamente questi sono assunti dalle donne tramite il consumo di soia e suoi derivati. I semi di chia possono essere usati come valida alternativa alla soia da chi è intollerante o allergico a questo alimento, oppure se vengono assunti farmaci per la tiroide.

Consumo e consigli

Si possono consumare tranquillamente fino a 25 grammi al giorno, sempre in aggiunta ad un elemento liquido.

Se non si superano le dosi indicate, raramente si riscontrano problemi, tranne in chi è particolarmente sensibile o ha scarsa tolleranza delle fibre.

I semi di chia possiedono la capacità di assorbire un quantitativo di acqua nove volte superiore al loro peso, per cui risultano, oltre che adatti alla pulizia dell’intestino, utili per controllare la fame. Il gel che si forma dal seme che assorbe l’acqua raccoglie le scorie che si trovano nell’intestino, apportando dei benefici a chi soffre di stitichezza o colon irritabile. Come già accennato questa capacità di rendere gelatinosi i liquidi in cui sono immersi, rende i semi adattabili a molte ricette.

Curiosità

Una bella tisana fatta con limone e semi di chia risulta essere un vero e proprio toccasana, tutto ciò che c’è da fare è mettere in infusione i semi in acqua e lasciarli a formare il caratteristico gel per un’ora circa. Questo va poi unito a dell’acqua con limone, aggiungendo un po’ di miele per renderlo più gustoso.

 

“Arrivo a dire che gli scienziati non hanno ancora scoperto, per dare all’uomo la miglior alimentazione possibile, le potenzialità nascoste di tantissimi semi, foglie e frutti.”

Mahatma Gandhi