Vino rosso

Il vino può essere considerato una bevanda tipica della cultura alimentare mediterranea e simbolo della convivialità, ma il suo consumo risulta importante soprattutto grazie alle numerose proprietà ed ai benefici che è in grado di apportare alla salute umana.

Le tipologie di vino sono classificabili come rosso, bianco e rosato, tutte e tre bevande alcoliche ottenute attraverso la fermentazione dal mosto d’uva con differenze nel processo di lavorazione che conferiscono loro specifiche caratteristiche organolettiche.

In particolare, il vino rosso è considerato un toccasana per la salute umana e i suoi svariati effetti benefici sono da attribuire alla presenza di un’ampia gamma di sostanze soprattutto appartenenti alla categoria dei polifenoli da sempre noti per la loro potente azione antiossidante. Si tratta di composti generalmente presenti in minor quantità nel vino bianco rispetto al vino rosso e anche le concentrazioni in quest’ultimo possono variare in base a diversi fattori come: la varietà, il luogo e i tempi di coltivazione e raccolto dell’uva e le tecniche di lavorazione a cui essa è sottoposta.

Polifenoli: molto più che antiossidanti

Il vino rosso contiene ricche quantità di diverse tipologie di polifenoli come: flavonoli, proantocianine, antociani, acidi fenolici, stilbeni e catechine. A queste categorie appartengono composti come quercetina, lignani, malvidina, ramnetina e resveratrolo. In particolare, quest’ultimo sta ricevendo crescente attenzione per le molteplici proprietà benefiche che gli sono state attribuite da un ampio numero di studi scientifici.

Il resveratrolo è una molecola appartenente ad una classe di polifenoli definiti stilbeni e viene sintetizzato da più di 70 specie di piante per contrastare l’aggressione di agenti esterni come batteri e funghi. Tale composto è contenuto nella buccia di vari frutti e risulta particolarmente abbondante in quella del chicco dell’uva e dunque nel vino rosso.

Originariamente è stato isolato dalle radici di Veratrum Grandiflorum e Polygonum Cuspidatum, piante utilizzate nella Medicina Cinese e Giapponese per la loro azione anti-infiammatoria. Successivamente, vari studi hanno analizzato il suo ruolo nel cosiddetto “Paradosso Francese”, ipotizzando che il consumo di moderate quantità di vino rosso contribuisse a spiegare la minor incidenza di patologie cardiovascolari osservata nella popolazione francese, nonostante la presenza di una dieta ad alto contenuto di acidi grassi saturi.

Attualmente, molteplici sono gli effetti benefici che vengono riconosciuti al resveratrolo, tra cui i principali sono legati alla sua l’azione:

  • cardioprotettiva, infatti il resveratrolo sarebbe in grado di contribuire alla riduzione della pressione sanguigna in pazienti ipertesi e al miglioramento della funzione endoteliale, riducendo il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari; 
  • antiossidante, sono note ormai da tempo le proprietà antiossidanti attribuite ai polifenoli in generale e particolarmente all’azione del resveratrolo, composto in grado di neutralizzare le specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto e ridurre in maniera significativa lo stress ossidativo;
  • neuroprotettiva, infatti alcuni studi hanno messo in luce la sua potenziale azione protettiva a livello cerebrale, contrastando l’insorgenza di alcune patologie neurodegenerative come l’Alzheimer;
  • antitumorale, ulteriori studi hanno recentemente attribuito al resveratrolo un potenziale ruolo chemoprotettivo, grazie alla sua capacità di rallentare la comparsa e la progressione delle varie fasi della carcinogenesi;
  • anti-coagulante, il resveratrolo sarebbe in grado di favorire una ridotta aggregazione delle piastrine e la conseguente formazione di trombi;
  • anti-infiammatoria, il resveratrolo risulterebbe in grado di contrastare la sintesi ed il rilascio di alcune molecole come le prostaglandine e gli eicosanoidi in grado di innescare la risposta infiammatoria;
  • anti-invecchiamento, alcuni studi su modelli animali hanno rivelato il ruolo del resveratrolo come attivatore delle sirtuine, molecole implicate nelle regolazione di vari processi cellulari fra cui il mantenimento della lunghezza dei telomeri, aumentando la sopravvivenza cellulare  e contrastando i fisiologici processi di invecchiamento.   

Inoltre, ulteriori benefici riguardano il metabolismo lipidico e la prevenzione contro il diabete: il consumo di quantità moderate di vino rosso sembra essere associato all’aumento dei livelli di colesterolo HDL e alla diminuzione di glucosio nel circolo sanguigno.

Resveratrolo: limiti

L’effettiva efficacia del resveratrolo assunto con il vino rosso per la salute umana è tuttora controversa, a causa prima di tutto della sua bassa concentrazione negli alimenti e in secondo luogo della sua scarsa biodisponibilità all’interno dell’organismo.  

Inoltre, la maggior parte delle sue proprietà benefiche sono state testate e dimostrate da studi in vitro o su modelli animali oppure con l’utilizzo di dosaggi elevati di tale composto, non riproducibili per il consumo umano. È stata infatti stimata la necessità di assumere un quantitativo di vino rosso pari a circa quattro litri giornalieri per ottenere i benefici desiderati soprattutto a livello cardiovascolare, con conseguenti effetti collaterali deleteri su altri organi e funzioni corporee.

Gli eccessi nell’assunzione, infatti, possono avere conseguenze negative, variabili da persona a persona, sulla funzionalità epatica, sul valore della glicemia, possono causare un innalzamento delle purine, ecc.

In generale, si ritiene che gli effetti protettivi per la salute ascrivibili ad un consumo di quantità moderate di vino rosso siano da ricondurre non tanto all’azione della singola molecola quanto piuttosto a quella sinergica di tutti i composti presenti.

Grazie all’azione congiunta di tutte queste preziose molecole, il vino rosso si dimostra dunque un valido alleato per la salute, se assunto in quantità moderate. Si ricorda che il limite da non superare è di 20-25 g di etanolo al giorno negli uomini e 10-15 g nelle donne. È bene tener presente che 12 g, corrispondenti ad un’unità alcolica (U.A.), sono di media contenuti in un bicchiere da 125 ml di vino.