Il metodo gemellare del Dr. Marozzi: una svolta nel trattamento dietetico

Il metodo gemellare del Dr. Marozzi: una svolta nel trattamento dietetico

Intervista al dr. Maurizio Marozzi

Il metodo gemellare è un nuovo metodo di cura che è stato ideato dal dr. Maurizio Marozzi ed è basato su una sua recente scoperta scientifica.

Questa tecnica innovativa consiste in un intervento nutrizionale basato su una nuova visione della dietetica ed è oggi adottata da un numero sempre maggiore di nutrizionisti in Italia e all’estero.

Considerato il grado di interesse che questa nuova acquisizione sta suscitando a poco più di un anno dalla sua presentazione, abbiamo realizzato un’intervista all’autore, che ha ampiamente descritto questa scoperta scientifica nel suo libro “Le basi e le altezze del lavoro del nutrizionista”.

Può dirci in cosa consiste il metodo gemellare?

Le condizioni di sovrappeso ed obesità sono state da sempre considerate la conseguenza di un introito calorico eccessivo rispetto alle reali necessità dell’organismo.

Grazie ad uno studio durato dieci anni, che ho effettuato insieme alla mia equipe, ho scoperto che c’è un altro fattore alla base di questi stati, cioè la carenza di un gruppo di specifici nutrienti. Si tratta in particolare di tre vitamine, quattro sali minerali ed un macronutriente.

Più che di una carenza generale si tratta quindi di una carenza specifica di un gruppo di otto nutrienti che vanno a costituire un vero e proprio codice.

Come si applica questo metodo?

Nella cura del sovrappeso e dell’obesità non basta elaborare una dieta bilanciata ed ipocalorica, contemporaneamente occorre assegnare quantità mirate dei nutrienti che costituiscono il codice gemellare. Attraverso un software come Nutrigeo, in modo semplice, è possibile fornire le aliquote ottimali.

Con uno studio pluriennale, io e la mia equipe, abbiamo stabilito le quantità necessarie per ogni nutriente del codice per ovviare alle carenze preesistenti.

Perché lo ha chiamato metodo gemellare?

Il nome “metodo gemellare” mette in risalto il ruolo sinergico di questa tecnica con il concetto di dieta ipocalorica, infatti sono entrambi indispensabili per raggiungere nel miglior modo un calo ponderale in tempi ottimali.

In altre parole, per la corretta cura del sovrappeso e dell’obesità, è bene elaborare una dieta ipocalorica adeguata e al tempo stesso fornire i nutrienti facenti parte del codice nelle quantità stabilite.

Quali sono i vantaggi che derivano dall’applicazione del metodo?

Personalmente adotto questa tecnica da diversi anni ed ottengo risultati nettamente migliori rispetto al metodo tradizionale per la cura del sovrappeso, dell’obesità e delle patologie correlate.

I vantaggi sono molteplici e molto evidenti già dalle prime applicazioni, in particolare:

  • si ottengono risultati maggiori in tempi sensibilmente più brevi;
  • gli obiettivi ottenuti vengono mantenuti più facilmente nel tempo;
  • si raggiunge uno stato ponderale ottimale senza aver bisogno di diete ipocaloriche severe, con conseguente ottimizzazione della compliance del paziente;
  • non si riscontrano effetti collaterali durante il trattamento dietetico.

Per quanto detto si tratta quindi di una rivoluzione copernicana nella cura di sovrappeso e obesità?

La mia risposta non può essere che affermativa. La vecchia visione della dietetica, che sosteneva che il sovrappeso e l’obesità fossero una semplice conseguenza di eccessi alimentari o di un improprio bilancio energetico, è completamente rivista in favore di una teoria aderente alla realtà, quella del metodo gemellare.

Quale ricerca ha effettuato e come ne è venuto a conoscenza?

È una scoperta avvenuta in seguito a personali osservazioni avvenute durante la pratica giornaliera nel mio studio. Ho effettuato poi successive analisi che hanno portato prima ad intuire, poi a sviluppare ed infine ad ottimizzare questo metodo di cura.

In particolare:

  • durante la prima visita, effettuando l’intervista alimentare a pazienti in sovrappeso ed obesi, è stato riscontrato con elevata frequenza uno stato di carenza relativa ai nutrienti facenti parte del codice gemellare;
  • diete fortemente ipocaloriche ma con specifiche carenze nutrizionali non sortiscono risultati soddisfacenti anche quando ben seguite;
  • pazienti che seguono diete ipocaloriche complete dal punto di vista nutrizionale i quali commettono l’unico errore di ridurre arbitrariamente le quantità di alcuni alimenti non ottengono variazioni di peso accettabili.

Ci sono pubblicazioni che avvalorano questa importante scoperta scientifica?

Ci sono pubblicazioni scientifiche condotte da diverse università e centri di ricerca che hanno dimostrato la maggiore incidenza di sovrappeso ed obesità in presenza di specifiche carenze di nutrienti. Ricordiamo tra questi: l’Institute of Human Nutrition della Columbia University, il St. Luke’s-Roosevelt Hospital affiliato alla Icahn School of Medicine at Mount Sinai in New York, l’University of Illinois, l’Indiana University e la Zayed University di Abu Dhabi.

Tuttavia nessuno studio ha mai delineato un codice mettendo in correlazione i vari tipi di carenze e stabilito le quantità dei nutrienti da assegnare per la cura di tali stati ponderali. Inoltre, nel mio lavoro sono riuscito ad elaborare un vero e proprio protocollo di cura con possibilità di applicazione su vasta scala.

Quale meccanismo può esserci alla base?

A mio avviso, il codice gemellare è il risultato dell’evoluzione del genoma a cui il genere umano è andato incontro nel corso dei millenni come conseguenza delle molteplici situazioni di carestia e quindi di carenze nutrizionali.

Vista sotto questo profilo la carenza di nutrienti costituisce un sistema di allarme per l’organismo che mira, in condizioni di precarietà nutrizionale, a mettersi in una situazione di sicurezza aumentando in modo aspecifico l’intake alimentare, gli assorbimenti e gli immagazzinamenti, nel tentativo di assicurarsi i nutrienti fondamentali per la sopravvivenza.

Quali strumenti occorrono per la sua corretta applicazione?

Poiché nell’elaborare il piano alimentare devono essere conosciute le quantità di ogni singolo nutriente della dieta è indispensabile utilizzare risorse informatiche di qualità elevata. Nel mio lavoro utilizzo il programma di terapia alimentare Nutrigeo che mi permette di applicare al meglio il metodo gemellare.